Proteggo un bambino

Ambra

Sono in un’altra città, in un altro stato, in gita scolastica. Sono da sola alla fermata dell’autobus quando m’accorgo della presenza di un bambino di circa sei anni. Sta mendicando, ed è scuro di carnagione, ricoperto di fango sul lato sinistro di metà busto. E’ piccolo, ma a vederlo in quelle condizioni sembra ancora più piccolo. Mi accingo a parlargli, sorridendogli, e lui mi da subito fiducia facendo sì che possa notare cosa lo spaventa. Alzo lo sguardo seguendo la sua traiettoria e poco lontano vedo un uomo alto e grosso, probabilmente ubriaco, e barbone. Capisco che è suo padre.
Decido in circa due secondi di dover portare via con me il bambino, e nel momento in cui arriva l’autobus affollato colgo l’occasione per prenderlo per mano e trascinarmelo dietro. Il padre sale in autobus con noi, ma dalla porta ultima, mentre noi da quella accanto al conducente.
Penso a cosa fare, e l’unica cosa sensata mi sembra quella di scendere alla prima fermata utile per correre via… Arrivati alla fermata però il padre del bimbo scende, senza preoccuparsi del fatto che suo figlio è ancora con me, o almeno così pare. Scendiamo alla fermata seguente e nel percorrere la strada ridiamo e scherziamo come se non fosse la prima volta che ci vediamo… Ad un tratto noto nuovamente l’uomo che sta camminando velocemente dietro di noi.
Corriamo e corriamo e nel frattempo chiamo un mio amico prete di nome Riccardo (nella realtà non conosco nessun prete con questo nome), lui ci aiuta, accompagnandoci ad un monolocale che senza spiegarmi perchè conoscevo bene, e anche nel sogno mi faceva uno strano effetto. E’ piccolo, avvolto in una luce fioca e c’è una prevalenza di colori caldi, come le varie sfumature del marrone. Lavo il bambino, cercando di togliergli lo sporco, e andiamo tutti e tre a letto. Mi sveglio nel bel mezzo della notte, guardandomi in giro per la stanza alla ricerca del prete, ma non lo riesco a trovare neanche urlando il suo nome a voce alta. Prendo il bambino per mano, preoccupata da quello che sta per succedere e lo tengo sempre più vicino a me… Una porta alle nostre spalle si apre, rivelandosi un’entrata secondaria alla casa, e ci si presenta davanti nuovamente l’uomo… Scappiamo entrambi egualmente spaventati, e mi ritrovo davanti ad una porta con un mazzo di chiavi in mano e cerco disperatamente di capire quale sia quella giusta per aprire. Riesco, ma davanti a me ce n’è un’altra e lui si sta avvicinando sempre di più. Apro finalmente anche quella ma sento che è troppo tardi. Ho l’immagine sfocata di me che faccio velocemente le scale, poi più niente.
Nono conosco il nome del bambino, ne dell’uomo. Non so dove mi trovo esattamente anche se sono quasi sicura d’essere a Praga, e non so dove sia finito alla fine il prete.

Faccio sogni simili e peggiori molto spesso, i quali il 90% delle volte riguardano bambini -a volte sono fratelli o sorelle, altre come in questo caso, degli sconosciuti-… vorrei solo capire perchè li faccio, e che significano… Se qualcuno può interpretarmi questo, mi farebbe un favore, veramente…

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