L’unico che sorride mi deve dire qualcosa, ma non me la dice

Nadia

Sono in un luogo unico, edifici tutti attaccati per giovani, un bar, uno spogliatoio, ecc. tipo il Centro Sportivo Universitario ma più colorato e compresso. Ero al piano di sopra con delle conoscenti, ho visto un mio amico simpatico che scendeva in spogliatoio per cambiarsi, dopo avermi salutato e sfottuto un po’ per scherzo. Mi stavo annoiando così sono scesa per fargli uno scherzo… Giù non lo trovavo, ma ho trovato un’amica con cui sono stata un po’ insieme (in realtà non ho mai visto la ragazza del sogno). Ad un tratto mi chiamano e salgo delle scale che portano alla mia casa natale, precisamente il piano rialzato a cui si accede per scale esterne e per le scale del seminterrato. C’era un’aria tesa, c’erano le mie zie da parte di madre di padre, c’era anche mia madre che in realtà è morta (stessa roba, basta che mi lasci in pace e non ho nulla contro di lei e la sua vita). Una zia da parte di m. piange, l’altra zia da parte di m. non piange ma è rabbuiata, una zia da parte di p. trattiene a stento poche lacrime e dice “Chissà perché così tante cose in una famiglia”, mia madre è tranquilla né triste né felice e ripulisce il tavolo e il lavello della cucina. Io vado in sala (nel sogno non ci sono mai più di tre persone in sala), c’è la zia che piange e io dico senza dramma “Un’altra tragedia?” e lei, asciugandosi col fazzolettino “Non esattamente”, si alza e va via dopo avermi detto “Ti spiegherà tutto lui”. Mi giro per capire chi. Intanto la zia che trattiene le lacrime dice “No, C. [mio fratello maggiore] ha [detto? fatto?]”, e non riesco a capire questa cosa chi coinvolge. A casa mia c’è mio fratello N., non ci sono mio padre, mio fratello F. e mio fratello C., quindi penso riguardi uno di questi tre. Intanto, la poltrona larga lasciata da mia zia viene occupata dall’amica che dicevo prima, si siede un po’ di lato per lasciarmi uno spazio, anche nella poltrona staremo strette, anzi, meglio, siamo amiche infondo! Sto per sedermi che sento mio zio acquisito che mi saluta e mi invita a sedermi vicino a lui con un gesto della mano sulla pelle rossa del divano. Io gli dico “Volevo sedermi vicino a lei… guarda, non per te…” mi invita di nuovo a sedermi vicino a lui. Io rimango in piedi, alla stessa distanza da entrambi. Mio zio inizia a parlare.
E’ l’unico sorridente della casa. E’ una persona che cerca sempre di mantenere le cose concilianti, litiga solo per discutere di faccende come la politica, per il resto è dolce e ironico e purtroppo manda giù tutto, ha fatto delle sciocchezze e la parte di mio padre l’ha demonizzato (fan le vittime, devono demonizzare qualcuno…) o comunque non vogliono che si faccia più vedere e sono fortemente dispiaciuta di ciò. Nel sogno è sorridente, ha accanto agli occhi le “rughe del sorriso” come le chiamavo, perché è il familiare più sorridente, ha gli occhi di un azzurro uniforme, non cristallino, ricordano il cielo delle montagne trentine dove è cresciuto. “E’ successa una cosa a R. [nostra campagna]”, “Noi domani andiamo, se vuoi venire”. Mi inquieto, ogni tanto lancio maledizioni (di cui alcune… è sicuramente una coincidenza…), mi sentirei in colpa e soprattutto dovrei attendere un “tornaindietro” se avessi veramente provocato qualcosa. “Però si può guardare solo da sopra il tavolo”, non capisco. “E’ successo…”, e mi sveglio. Mi sveglio di proposito, non per stimoli esterni o fisiologici. Era sorridente, forse non c’era nulla di letterale e non era nemmeno interessante sapere cosa era successo. Lui nemmeno era letteralmente mio zio. Ci ho pensato e ho capito che voleva comunicarmi che se succederà qualcosa di male non sarà nei miei confronti, sono protetta, a patto di fare “la mia parte”. Non è stato facile pensarci e alzarsi dal letto, però!

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