Sogno carino

Nadia

Vado ad abitare in un appartamento dove c’è una donna alla mano simpatica e per coincidenza e sorpresa un mio ex-coinquilino che ha deciso da poco di spostarsi. Ha il suo volto migliore, ci salutiamo, scherziamo, sono contenta di sapere che sta ancora con la fidanzata – da cui sta andando, ci trattiamo grazie a dio con amicizia o con il dovuto distacco per la differenza d’età. Sono contentissima che abitiamo di nuovo insieme. Andato via, arriva una specie di mio fidanzato storico (mai avuto rapporti particolarmente duraturi nella realtà), ci accoppiamo nel senso che c’era un sentimento di unione tranquillo, non c’era un erotismo particolarmente intenso perché non era questo l’elemento più importante del sogno, era tutto un insieme. Il mio coinquilino era contento di sapere che stavo meglio e che avevo questo rapporto, lo esprimeva col suo solito modo di fare esuberante… Sono uscita al lavoro in un ristorante-museo-ecc., noi lavoratori stavamo attorno ad un tavolo per mangiare, alcune erano persone cattive e le altre senza personalità. Mi sono tolta le scarpe sotto il tavolo, me le hanno rubate, insieme alla giacca di lana, le ho cercate, poi con fare strafottente mi dicono: cerca tra queste scarpe e queste giacche! Mi hanno dato paia di mocassini alla moda e giacchette dell’usato, cose che non mi interessano. Mi sento a disagio, mi guardano tutti con la stessa espressione, e compare una persona fondamentale per me, quella che non saluto nei sogni; mi saluta con allegria, poi mi mette le braccia attorno alla sedia, senza toccarmi, come fosse un gesto segnale per gli altri che erano seduti al tavolo. Aveva i capelli biondi esattamente come nella realtà, ogni parte del corpo e viso sembrava reale, emanava una forza calma che mi trasmetteva e non mi faceva perdere in un guazzabuglio emotivo come quando non sto bene. Ad un certo punto si allontana, gli altri mi fanno qualcosa, mi ridono in faccia, mi arrabbio con questi e vado in reception dove c’è la responsabile, col modo di fare semiterronico da inc…tura che non ammette discussioni con tanto di minaccia ben affilata della serie se non assumete gente onesta io vado a lavorare in un posto con amministratori più seri, il che lì per lì potevo permettermelo. Arriva uno dei ragazzi cattivelli che con fare mite mi restituisce scarpe e giacca. Io dico telepaticamente a quella persona di prima “Sei stato tu” e lui mi risponde “No, sei stata tu”. Penso “Non ricordo, quando è stato?”. Be’, prendo giacca e scarpe, sparo una frase tagliente per far zittire di vergogna la persona che ho di fronte davanti a tutti e me ne vado. Torno in appartamento, sperando di trovare il mio coinquilino per scherzare, al pensiero mi alleggerisco: entro, non c’è nessuno, ma rimango nella stessa predisposizione d’animo…
Non ho detto nulla che per stanchezza mi creasse danno o presa in giro per tutto il sogno, ma c’era un’aria manipolatoria o seduttiva, non so se negativa o positiva e da chi proveniva…

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