Festa…

Nadia

Eravamo varie ragazze, anche più grandi, alcuni uomini, in un luogo dove lavoravamo liberamente (senza datori di lavoro e simili), c’erano stanze, una zona bar molto carina, un mulino, alcune di noi stavano andando a prepararsi per la sera, quindi a “farsi belle”. Si scherzava con battute veloci, sono passate delle persone, tra cui quella persona che sogno spesso (identifico con “I.”), i capelli biondi come nella realtà, non più quasi dorati come nei sogni fino a vari mesi fa. In quel momento ho scherzato con una ragazza in modo divertente e vivo, come non facevo da molto, e ho sentito ridere anche lui. Non l’ho salutato, ma solo per titubanza; la sera stessa, mentre ero in un viale alberato, verso una sera estiva, mi arriva un suo messaggio sul cellulare, molto simpatico dove mi dice tra le cose che potevo salutarlo e che la prossima volta ci fermavamo a parlare (in senso leggero). La sera successiva, nello stesso grande luogo, ci siamo incontrati, ci siamo salutati e abbiamo scambiato due battute come è naturale che sia e non è, c’era con lui anche un suo amico, esistente che conosco a grandi linee. C’era un clima di fiducia, temo sempre che dietro si nascondano vendette e che la “bonarietà” sia solo manipolatoria, come spesso è stato; invece nel sogno avevo un’apertura senza dubbi.
Le scene successive mi sono rimaste chiare per ore, ma adesso non le ricordo bene. Erano scene di festa, per cena alcuni stavano dietro il bar-ristorante a preparare da mangiare, altri stavano ai tavoli (a turni giornalieri); c’è stata una specie di conferenza, durante la quale con altre amiche ci mettevamo a scherzare come nei ricordi più belli delle scuole; successivamente ci siamo messi tutti a fare festa, c’era una libertà assoluta, ognuno faceva quello che si sentiva di fare: baraonda insieme, chiacchierare, cose bizzarre, starsene tranquilli, o anche lavorare. Io ero di nuovo allegra, simpatica e avevo modi delicati e leggeri, in più ero quasi gioiosa. Niente era sopra le righe. C’era un’aria quasi senza tempo, come la percepisci d’estate in vacanza, ma anche estremamente realistica e di un’armonia naturale. Con I. scherzavo e chiacchieravo molto e ci divertivamo insieme; c’erano tante ragazze e amiche, di cui sento la mancanza; ad un certo punto il suo amico si è messo a camminare e fare piccoli salti su un divano buffo che aveva non so quale particolarità, sono andata anche io sul divano perché era divertente e scherzando l’ho abbracciato con il modo affettuoso e giocoso che avevo un tempo, adesso sottointendevo anche un ringraziamento sentito e profondo; in più ridendo per quello che stavamo dicendo, i miei occhi brillavano e così il suo viso nel momento dell’abbraccio; che ha ricambiato subito come se fosse naturale. Era bello che io non fossi la protagonista del sogno, ma ognuno lo era nella stessa misura, le persone che hanno parlato dicevano cose precise che appartenevano alla loro personalità, ogni persona era “definita”…

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