Rospogatto

Nadia

Ci doveva essere un incontro con esperti in un’aula magna di scienze politiche, mi sono seduta vicino ad un signore aspettando amici. C’era una scatola che stava attirando la curiosità di alcuni studenti, che, appena data un’occhiata, distoglievano l’attenzione. Nella scatola c’erano due rospi, una madre e una figlioletta, era una razza larga che non avevo mai visto. Per me erano bellissimi perché adoro questo tipo di animali, ma nel sogno non mi sembra che avessero qualche pretesto per risultare particolarmente belli. La mia casa natale nel sogno era un luogo di passaggio, simile a quelle case nordafricane, spalancate un po’ al viavai di gente conosciuta. Nella mia vecchia stanza (nel sogno abitavo altrove) ho trovato questa scatola rossa. Mi hanno detto di muovermi che perdevo una conferenza, ma nella scatola non c’era più la rospa grande, c’era la rospetta piccola, non potevo lasciarla lì e l’ho presa in braccio assicurandola che poteva tenersi a me. Scendo, dico ai miei fratelli che bel rospino ho in braccio (perché maschile ora?)…alla fine mi accorgo che è un bellissimo cucciolo di gatto nero, è caldo, si stringe a me, ad un certo punto sembra quasi che voglia succhiare latte ed io mi sento a mio agio.

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