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Un posto da sogno in un momento da incubo…ma non è questo il punto

Artemide93 | incubi, interpretazione, sonno | Giovedì, 08 Maggio 2008

Questo è un incubo che facevo spessissimo da piccolina, decorato, se così si può dire, da varie varianti, ce ne una che ricordo, solo una , forse perchè la variante in questione, pur svolgendosi in un contesto tragico, mi affascinava , mi piaceva e la desideravo….era bellissimo vedere alle mie spalle quel luna park, con quell’ enorme ruota panoramica e le varie giostre che con le loro luci colorate illuminavano la notte.

Era sera, il mio papà se ne era già andato a letto e la mia mamma era ancora in piedi che ( FORSE ) rattoppava la federa di un cuscino che si era strappata…io correvo in torno al tavolo della cucina su cui mia mamma poggiava la federa che stava cucendo con attenzione, gli occhi incorniciati dagli occhiali per vederci da lontano anche se lei teneva il viso vicino alla federa e da vicino ci vede bene…piccoli particolari che non frenano la mia corsa e i miei salti e dovevano essere circa le undici di sera, un pò tardino per la me stessa marmocchia.

La mia mamma mi rimproverava di smetterla ( anche se nella realtà me lo lasciava fare ), quando a un certo punto il mio piede nudo sbatte contro l ‘imposta della finestra del balcone, meglio contro gli spigoli appuntiti che vi sono ai margini, e io urlo dal dolore e forse mi esce anche un pò di sangue, e sto piangendo, sto piangendo per la frustrazione tipica dei bambini quando gli va male una cosa che sembrava andargli davvero tanto bene e che li diverte ( ce l’avete presente il classico : ma non è giusto, però ! Uffiii!!!! da bambina erano i miei lamenti preferiti, ma non ricordo se li ho detti quando nel sogno mi sono fatta male) e devono pure subirsi il rimprovero della mamma…ma quello che ho sentito uscire dalla bocca della mia mamma in quel momento, non fu una cosa, come un rimprovero, non proprio, fu una frase che mi sembrò assai peggiore < Ben ti sta > è una frase che avrebbe potuto dire una qualsiasi madre, anche la mia e che non risulta così terribile a sentirla, ma c’era qualcosa nel tono che a distanza di tanti anni riesco a ricordare, ed era una sorta di indifferenza e…felicità.

Questa non è forse la parola adatta, semplicemente mia madre era compiaciuta del fatto che sua figlia si fosse fatta male. Passato un pò il dolore mi reco fuori nel balcone della cucina ( lo stesso balcone dove poco prima avevo sbattuto il piede nell’imposta- scusate meglio non mi so spiegare ^^” )  e non ricordo il perchè mi fletto verso il basso per guardare di sotto, le mani appoggiate saldamente sul passamano, ma una spinta in più e…cado di sotto. Riesco   ad afferrare una ferrata del balcone e mi tengo saldamente con entrambe le mani,  grido aiuto a mia madre e lei con uno sguardo completamente perso nel vuoto mi raggiunge camminando con estrema lentezza e tutto ciò era esasperante, le mani sembrano sapere che stavano per essere salvate e tirando un sospiro di sollievo ( loro non io, io non ero sollevata per niente ) allentano la presa, quando finalmente mia madre mi raggiunge rimane lì impalata per qualche secondo fino a quando io non le chiesi nuovamente aiuto…lei mi guardò mi prese le mani e io mi guardai dietro ma non girandomi, vedevo quello che c’era dietro di me senza voltarmi, e c’era quel bellissimo luna park che ora è inutile descrivere visto che l’ho già fatto nell’introduzione , e io ero felice di poter godere della vista di un posto così meraviglioso, quando ad un tratto mi ricordai che stavo per morire e che l’ultima speranza stava nella misericordia di mia madre, la implorai di nuovo, lei non teneva più le mie mani che ormai stavano per scivolare, chiesi alla mamma cosa stava facendo perchè non mi aiutava  e piangendo caddi guardando la nube confusa e bella delle luci delle giostre del Luna Park.

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