Sidebar Header




Sidebar Header


    




Sidebar Header


Capire i tuoi Sogni

Nel Sonno o in Veglia, Libera le tue Visioni Oniriche, i tuoi Desideri, i tuoi Progetti, e Pubblicali ! Come Fare? Clicca qui



 

Tigri e gatti

Kyriake | incubi, interpretazione | Mercoledì, 26 Marzo 2008

Sogno spesso tigri e gatti, chiusi nella gabbia o spaventati, terrorizzati.

L’ultima volta ho sognato di stare in una casa con mia zia. Era notte e fuori c’era un vento fortissimo, il portone grande di legno e ferro a malapena si teneva chiuso davanti a noi. Eravamo al centro di una stanzetta, alle spalle avevo una cucina vecchia; eravamo in ginocchio davanti ad un tavolino, lei stava facendo i tarocchi.

Dopo poco siamo andate a dormire, guidandoci con una lampada ad olio. Mentre camminavamo per il corridoio sentivo urla di gatti. Dopo un po’ che dormivamo io mi svegliai: avevo infatti sentito un gatto miagolare fuori dalla porta (dell’appartamento di mia zia stavolta): quando ho aperto ho visto il gatto di mia zia (nella realtà era 400 km lontano da noi, insieme a mio zio; era tornato da solo ed era arrivato quella notte) che stava per andarsene giù per le scale fermarsi e guardarmi terrorizzato, con occhi umani, grandi, neri e languidi, era angosciante, di un’angoscia che sembrava amplificata dal silenzio del pianerottolo e dei sette piani di scale; guardai intorno: aveva vomitato per tutto il pianerottolo, come se non fosse riuscito a fermarsi.

Sono tornata dentro ed ho visto un altro gatto sulla sedia nel corridoio guardarmi fisso con spavento, come se fosse stato ad osservarmi per tutto il tempo a mia insaputa. Era come se avessero paura di me, come se avessi fatto loro un male tremendo che non ricordavo - o come se mi dicessero che dovevo aver paura di loro, come se fossero sporchi, contaminati da qualcosa che avrebbe sporcato anche me. Non capivo. Eppure li guardavo con quel modo dei bambini che vorrebbero avvicinarsi e accarezzarli e non capiscono perché ne hanno paura. Tornai nel letto matrimoniale, dove mia zia continuava a dormire tranquilla.

Nella scena seguente, volavo da un aereoporto all’altro, scalando ogni volta su una torre dove un vento fortissimo mi obbligava a tenermi all’ala dell’aereo per non volare via, ma ero piuttosto allegra. Quando, dopo l’ultimo volo, scesi al piano terra e poi fuori dall’aereoporto vidi un leone aggredire ferocemente mio fratello, ma fermarsi sorpreso appena mio fratello…si mise a fare dell’autoironia sul proprio taglio di capelli, venuto male!

5 commenti

Lascia un commento

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI