Emorragie

Nadia

Ho sognato che tornavo a casa da un impegno, c’era mia madre (per tutto il sogno ha un’espressione svuotata e subdola allo stesso tempo), forse una zia e due signore che non conosco, girano per casa a caso. Vado in bagno perché sento che c’è qualcosa che non va: avevo avuto un’emorragia a ventre e pancia, i vestiti erano inzuppati di sangue, sentivo che sarebbe scoppiata a breve un’altra emorragia. Non so cosa fare, intanto vedo comparire dei piccoli taglietti alle mani, penso sia stato il clima molto freddo, ma dopo poco vedo aprirsi per le braccia ferite fresche come tagli di un grosso coltello. Si aprono qua e là, alcune bruciano a causa del contatto coi vestiti. Esco dal bagno, dalle scale mi corre incontro un demone, un orribile essere umano con gli occhi completamente bianchi ad esclusione di un cerchietto scuro che da più da vicino diventava bordeaux; sono atterrita, riesco a girargli attorno e a scappare giù dalle scale. Al piano terra ci sono quelle due signorotte impellicciate, rugose e ingioiellate, parlano con mia madre. Io alzo la cornetta del telefono per chiamare il Pronto Soccorso. Mi risponde l’addetto, io inizio a spiegare dell’emorragia e delle ferite, finisco di parlare e sento silenzio, mi sento presa in giro, temo qualcosa, dal telefono sento la voce di un’anziana che borbotta qualcosa in dialetto, come “chi è?”, come se avessi sbagliato numero. Non faccio a tempo a dir nulla che dalle scale scende un altro demone, sempre un umano con gli occhi bianchi con un cerchio scuro dentro, mi sta per prendere il collo rantolando qualcosa; mi basta scacciarlo con la mano, forse senza nemmeno toccarlo, al telefono mi risponde un anziano e dice qualcosa in dialetto. Metto giù, prendo il cellulare e cerco di chiamare il numero del ragazzo con cui sto, eppure per un vuoto non ricordo sotto quale soprannome l’ho messo. Esco di casa, al massimo chiedo aiuto a qualche passante, anche se non mi fido, sono sicura di trovare demoni: vedo che è arrivata un’automobile, scendono degli zii e i miei fratelli, mi guardano anche loro con indifferenza, come se fossi solo un intralcio di passaggio per la via lungo la quale stanno per portare le loro valigie dentro casa. Nessuno si accorge delle ferite, oppure sì, ma non è di loro interesse. Forse, anzi…
Cammino, non riesco a chiamare, forse mi sento mancare…mi sveglio. C’era questo ragazzo accanto a me a dormire, continuava a tornarmi in mente l’emorragia che mi aveva bagnato i vestiti ispessendoli. Gli ho detto che avevo fatto un incubo, mi ha detto di dimenticarlo e dormire, gli ho risposto: “Però era vero”, ma ho dovuto lasciarlo dormire perché era stanco.

Commenta questo Sogno

*

sogni nel sonno

incubi

sogni belli

sogni in veglia

progetti

visioni