Tornando dalla terra…

Nadia

Ho fatto dei sogni simili tra loro tornando da un luogo del sud Italia dove sapevo avrei ritrovato delle sensazioni molto forti che provavo nella campagna di ulivi e altro dove mi recavo d’estate da piccola. Dormendo in treno nello scompartimento tutto per me ho sognato che ero a Mosca, volevo fotografare una scritta “Moskvà” per testimoniare ad altri che ero stata in questa città, ma mi accorgo che la scritta in cirillico non è proprio “Moskvà”, anche se tutti sono convinti che ci sia scritto proprio “Mosca” in russo. C’era una parata, la neve, c’erano due ragazzi che si dicevano miei amici. Mi hanno portata nell’appartamento dove alloggiavamo, la mia stanza era sotto un’ala del tetto, letto scrivania e armadio bianchi, sul tavolo qualche lettera di una ragazza che stava lì precedentemente… In realtà quei due non erano miei amici… Non so.
La notte successiva ho fatto un sogno simili in un altro luogo del mondo.
La notte seguente ho sognato che ero a Berlino, giravo a caso come faccio in ogni città quando ho del tempo libero, e mi ritrovo a Postdamer Platz che è una delle mie preferite. Ci sono altri in giro per la città, dico a uno che sono stata in questo luogo e altre cose, queste persone mi calcolano superficialmente… Mi sento un po’ spaesata, la città mi suscita molte emozioni com’è successo nella realtà, ma la gente (italiana come me, venuta lì insieme a me nello stesso periodo) sembra provare una sorta di banalità, quotidianità nei confronti della città…

2 Commenti

  1. giusi pontillo ha detto:

    La nebbia di Avalon

    La nebbia di Avalon si dissolve
    E il vecchio medioevo tace.
    Lungo le sponde del fiume
    Ora mormora
    Antichi NEL MAGICO CROCCO DELL’EVANESCENZA

    Nel magico sacco dell’evanescenza
    Torna la rabbia del brigante “Crocco”
    E tra le colline in fiore
    Torna mio padre contadino.
    Quanto dolore
    Mi macera i sensi
    E la guerra ritorna
    Come crucco dei soldati affamati
    Nella mia casa.
    Quando il sole tramonta
    Aspetto la luna
    Quella dei ricordi
    Fanciullesci
    Ma lo stomaco si rivolta
    Cercando un pezzo di mondo magico
    Quanto il Paradiso .
    Si schiude la porta infuocata
    E la passione del pane dentro
    Al sacco accende la magia del ritorno.

    O magica luna che ti
    Nascondi tra le fronde degli alberi,
    Languida ti appendi
    Ai sogni dei passato;
    Alla spensieratezza andata
    Torni ancora nei viale notturni
    Con fasce di legno per il fuoco,
    Torni anche
    A giocare a nascondino
    Quando la neve comincia a cadere

    E il Sorriso dei ragazzi insieme ai passeri
    Si spande tra il grigio cielo cha ha messo
    Nel sacco il magico “Crocco” della nostalgia.
    detti dell’oscurantismo.
    Tornano tante storie sui giornali
    E l’uomo diventa l’orco della famiglia.
    Nel terzo millennio
    La chiesa è il regno di Dio..
    Chiede aiuto
    Nel nome di Maria.
    Mose ha smarrito le tavole divine
    E l’umanità precipita ancora nel Medio Evo.

  2. giusi pontillo ha detto:

    NEL MAGICO CROCCO DELL’EVANESCENZA

    Nel magico sacco dell’evanescenza
    Torna la rabbia del brigante “Crocco”
    E tra le colline in fiore
    Torna mio padre contadino.
    Quanto dolore
    Mi macera i sensi
    E la guerra ritorna
    Come crucco dei soldati affamati
    Nella mia casa.
    Quando il sole tramonta
    Aspetto la luna
    Quella dei ricordi
    Fanciullesci
    Ma lo stomaco si rivolta
    Cercando un pezzo di mondo magico
    Quanto il Paradiso .
    Si schiude la porta infuocata
    E la passione del pane dentro
    Al sacco accende la magia del ritorno.

    O magica luna che ti
    Nascondi tra le fronde degli alberi,
    Languida ti appendi
    Ai sogni dei passato;
    Alla spensieratezza andata
    Torni ancora nei viale notturni
    Con fasce di legno per il fuoco,
    Torni anche
    A giocare a nascondino
    Quando la neve comincia a cadere

    E il Sorriso dei ragazzi insieme ai passeri
    Si spande tra il grigio cielo cha ha messo
    Nel sacco il magico “Crocco” della nostalgia.

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