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Chiedo aiuto per interpretare uno dei miei molti (strani) sogni

La_lontra | interpretazione, sonno | Giovedì, 17 Aprile 2008

Un sogno che ho fatto nella notte del 16 aprile 2008.

Ero gravido e partorivo due gemelli, su consiglio di ignoti, nel mare (io che ho sempre avuto paura di entrare in acque profonde e che ho perso solo di recente, in un viaggio alle Tremiti) e senza dolore.

Un volta partorito due pescecani salivano dalla bruma delle profondità marine per divorare i miei figli, che riuscivo a portare in salvo, sulla spiaggia dopo una fuga disperata. Una volta sulla spiaggia, notavo che erano già cresciuti e gattonavano sulla sabbia.

Immediatamente dopo mi trovai in una stanza accogliente, circondato da conoscenti dell’epoca precedente all’inizio della vita universitaria con i quali non ho più contatti da tempo. Bevevo in un bicchiere d’oro cilindrico, molto lungo (circa il mio avambraccio), pieno di pietre colorate e trasparenti (forse preziose?) che mi permettevano di vedere il livello della bevanda all’interno.

I conoscenti mi raccontavano delle storie e io le vedevo come se fossi presente agli avvenimenti narrati: tempo fa le donne di una civiltà ormai morta partorivano in vasche esagonali piene di acqua salata, sistemate a celle d’alveare divise da stretti passaggi su cui camminavano persone avvolte in veli sottili, donne e uomini, forse levatrici. In quei posti la gente andava anche a morire e ora (nel sogno) quei posti sono pieni di ossa corrose dalla salsedine e le vasche sono semi-sommerse in una specie di acquitrinio malsano. Vidi il funerale dell’ultima regina del popolo scomparso che veniva sepolta in una nave assieme a molti tesori (forse anche il mio bicchiere nel sogno?) e fatta affondare al largo.

I miei conoscenti, entusiasti, prendono un morto, lo caricano su un’imbarcazione piuttosto grande e lo corpono di tesori, per imitare in funerale della regina. Accompagnamo la nave al largo e gli altri la fanno affondare. Scende e scende e si spezza sul fondo.

Le onde sono alte e portano lontano la nostra imbarcazione: dobbiamo nutrirci di alghe per sopravvivere. Quando il mare si calma e spunta il sole, vedo il fondo del mare, sabbioso, molto vicino al pelo dell’acqua: ci incagliamo ma non c’é altro che sole e la distesa infinita dell’oceano che si confonde con il cielo.

Fine

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