Questo è un vero flusso di coscienza. Sta lentamente trovando un senso dentro di me.
Non lo so, non lo voglio sapere. C’è un guscio da rompere e io scavo e io punto alla giugulare e sento il dolore che arriva. Perché? Rispondi, io non distolgo il mio sguardo, non mi muovo. Perché? e il buco si allarga e io sto scendendo e scendo, una caverna scura ma con l’acqua alle pareti e il riflesso di luce come luna ed è larga e io scendo e chi c’è lì? c’è un lago con l’acqua calma e tiepida e seduto lì sul bordo c’è qualcuno che mi guarda. (continua…)
E’ proprio vero che a volte i sogni sono così intensi che al risveglio non si distinguono dalla realtà, il mio sogno di sta notte è un classico esempio.
Ero ad un corso motivazionale col “leader” dei motivatori nostrani …andrea…il quale indossava una camicia completamente sbottonata appositamente per esibire collane in finto oro… Io ed i miei colleghi abbiamo colto l’occasione per riempirlo di insulti “grezzo!” “boaro!” e via dicendo… (continua…)
L’unico sogno che ricordo con un po’ di precisione è questo.
Ero in un luogo che doveva essere casa mia ma sembrava la cucina di un ristorante alla mano. C’era gente con cui si sarebbe mangiato assieme, familiari, conoscenti e qualcun altro (non avevano gran consistenza nel sogno, ma quella che avevano era ambigua) e mi sentivo abbastanza a mio agio, anche perché mi piace cucinare. Dovevo lavare del pesce e nello stesso tempo avevo anche un’altra faccenda da fare. Mi ricordavo di aver lavato il pesce. Ad un certo punto hanno chiesto: è stato lavato e messo nella pentola il pesce?! - Sì, è stato fatto! - ho risposto, e mi sono girata a prendere la pentola da forno. (continua…)
Un sogno che ho fatto nella notte del 16 aprile 2008.
Ero gravido e partorivo due gemelli, su consiglio di ignoti, nel mare (io che ho sempre avuto paura di entrare in acque profonde e che ho perso solo di recente, in un viaggio alle Tremiti) e senza dolore.
Un volta partorito due pescecani salivano dalla bruma delle profondità marine per divorare i miei figli, che riuscivo a portare in salvo, sulla spiaggia dopo una fuga disperata. Una volta sulla spiaggia, notavo che erano già cresciuti e gattonavano sulla sabbia. (continua…)
Sogno di trovarmi a casa distesa sul mio letto, in camera mia, con uno stato d’animo tra l’apatico ed il depresso, quando sento delle voci dal corridoio, e così drizzo le orecchie per ascoltare… riesco si ad ascoltare la conversazione, ma non la ricordo, ricordo solo che vi erano in mezzo degli intrighi amorosi alla Beverly Hills, anche perchè, non chiedetemi cosa caspita c’ entrano, a fare discussione erano proprio quelli di Beverly Hills! (continua…)
Mi alzo da una vasca da bagno bianca, e cammino senza vestiti sul tappeto rosso che conduce alla porta della stanza da bagno.
Apro la porta e mi trovo davanti due leopardi distesi sul tappeto. Mi fissano con occhi che brillano, ma distolgono lo sguardo non appena io cerco di gridare.. Nessun suono mi esce dalla bocca, solo un debole sibilo.. (continua…)
mi è stato scritto come augurio di Buon Natale … ed io sorridendo ho pensato ‘figuriamoci … se io non ho dei sogni … ma che sta dicendo questo qui … io sogno ad occhi aperti in continuazione io .. io .. ‘ ad un tratto però ho spalancato gli occhi perchè … si aveva ragione . (continua…)
“Un cane andaluso”; un sogno di Luis Bunuel si incrocia con un’attività onirica di Salvador Dalì ed ecco che ne viene fuori.. una sceneggiatura scritta in meno di una settimana, un’ “apertura totale all’irrazionale” , un classico del cinema surrealista.
Buona visione e godimento!