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	<title>Commenti a: Il Coraggio dei tuoi Sogni</title>
	<link>http://www.sognintesta.com/veglia/il-coraggio-dei-tuoi-sogni/</link>
	<description>sogni nel sonno e nella veglia</description>
	<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 11:22:01 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Nadia</title>
		<link>http://www.sognintesta.com/veglia/il-coraggio-dei-tuoi-sogni/#comment-549</link>
		<dc:creator>Nadia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 15:10:09 +0000</pubDate>
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		<description>Quello che ha scritto Chiara mi fa vedere le cose in modo un po' rovesciato. Diventare la persona che sognavi di essere - io non mi sono mai sognata come persona, occupata come sono stata alla "sopravvivenza", che già basta come impiego di energie. Non ho nemmeno disimparato a provocare chi ha il culo comodo, ma almeno mi limito a farlo mentalmente.
Cambiare le cose, è quasi un'ordine, perché l'alternativa è distruttiva e non hai scelta. Sei costretta a seguire un flusso, e quando ti senti morta, questo ti provoca un tale ardore che il dubbio che tu stia scoppiando di vita ti deve venire.
Ti guardi indietro e ti accorgi che è stato faticoso, che spesso hai dovuto far fare tutto all'istinto perché non c'era tempo per pensare, scopri che  tutto quello che hai perso era una necessità per ottenere qualcosa di migliore, anche quando ti sembrava di aver perso "tutto", di essere stata troppo brutale con te stessa: ti fermi un attimo, da sola, tiri un sospiro, e ti dici che puoi essere orgogliosa di te stessa, anche se forse nessuno riconoscerà tutto quello che hai fatto. E non te ne importa nulla.
Ti dicono che sei una persona negativa, te lo dicono le persone col culo comodo, quelle che pensano che si possa sempre scegliere, che si possa anche scegliere di non mandar giù la negatività degli altri perché per loro è impossibile immaginare che ti possano paralizzare gli arti e il pensiero. So che quando potevo scegliere, ho scelto di essere positiva, ma non per finta come spesso si fa per insabbiare qualcos'altro.
Mi sono data addosso in continuazione per tutte le volte in cui pensavo la vita mi fosse scappata di mano, come se l'avessi lasciata io nelle fauci, zuccherate o meno, degli altri, ma non è sempre responsabilità nostra, anche se abbiamo dovuto imparare presto a prendercela il più possibile. Ero anche convinta che questa fosse una frase banale.
Posso anche morire a breve, ma sapere di essere sempre stata onesta con me stessa, di aver fatto sempre del mio meglio, di aver visto almeno per un attimo qualcosa oltre il quale ti sembra non esista alcun dubbio, anche se ho vissuto poco perché ho dovuto sopravvivere tanto, mi dà una grande pace.
Per il resto preferisco non dire nulla. A me basterebbe una cosa. C'è una sensazione che rinnovavo sempre nei campi di ulivi della mia infanzia. Parlavo con la grande palma e poi mi recavo tra gli ulivi. Mi colpiva grandemente percepire come qualcosa che esisteva ancora prima che io nascessi; ricordo che a quella terra potevo confidare qualsiasi gioia e qualsiasi dolore, chiedere qualsiasi consiglio e seguirlo ciecamente, mi son sempre recata lì ogni volta che provavo confusione ed essa poneva un velo sotto per non farmi cadere e davanti mi faceva distinguere tutte le emozioni l'una dall'altra, come su una linea, nemmeno la più terribile riusciva a comandarmi più - era solo per un attimo, ma quella terra mi dava coscienza del mio potere e di tante altre cose. Il periodo più orrido della mia vita è quando ho perso coscienza di questa che è la più ancestrale delle emozioni e che è anche qualcos'altro, mi auguro solo che non venga mai più sotterrata, la sensazione di violenza è insostenibile, ho sbagliato a credere che non potesse venire sotterrata da nulla, la convinzione ha amplificato un'angoscia che porta non raramente alla morte. Mi sono incolpata in modo straziante come se l'avessi tradita, ma poi si è fatto silenzio, non so cosa mi ha fatto uscire da questo schema e quella terra mi ha richiamata a sé.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che ha scritto Chiara mi fa vedere le cose in modo un po&#8217; rovesciato. Diventare la persona che sognavi di essere - io non mi sono mai sognata come persona, occupata come sono stata alla &#8220;sopravvivenza&#8221;, che già basta come impiego di energie. Non ho nemmeno disimparato a provocare chi ha il culo comodo, ma almeno mi limito a farlo mentalmente.<br />
Cambiare le cose, è quasi un&#8217;ordine, perché l&#8217;alternativa è distruttiva e non hai scelta. Sei costretta a seguire un flusso, e quando ti senti morta, questo ti provoca un tale ardore che il dubbio che tu stia scoppiando di vita ti deve venire.<br />
Ti guardi indietro e ti accorgi che è stato faticoso, che spesso hai dovuto far fare tutto all&#8217;istinto perché non c&#8217;era tempo per pensare, scopri che  tutto quello che hai perso era una necessità per ottenere qualcosa di migliore, anche quando ti sembrava di aver perso &#8220;tutto&#8221;, di essere stata troppo brutale con te stessa: ti fermi un attimo, da sola, tiri un sospiro, e ti dici che puoi essere orgogliosa di te stessa, anche se forse nessuno riconoscerà tutto quello che hai fatto. E non te ne importa nulla.<br />
Ti dicono che sei una persona negativa, te lo dicono le persone col culo comodo, quelle che pensano che si possa sempre scegliere, che si possa anche scegliere di non mandar giù la negatività degli altri perché per loro è impossibile immaginare che ti possano paralizzare gli arti e il pensiero. So che quando potevo scegliere, ho scelto di essere positiva, ma non per finta come spesso si fa per insabbiare qualcos&#8217;altro.<br />
Mi sono data addosso in continuazione per tutte le volte in cui pensavo la vita mi fosse scappata di mano, come se l&#8217;avessi lasciata io nelle fauci, zuccherate o meno, degli altri, ma non è sempre responsabilità nostra, anche se abbiamo dovuto imparare presto a prendercela il più possibile. Ero anche convinta che questa fosse una frase banale.<br />
Posso anche morire a breve, ma sapere di essere sempre stata onesta con me stessa, di aver fatto sempre del mio meglio, di aver visto almeno per un attimo qualcosa oltre il quale ti sembra non esista alcun dubbio, anche se ho vissuto poco perché ho dovuto sopravvivere tanto, mi dà una grande pace.<br />
Per il resto preferisco non dire nulla. A me basterebbe una cosa. C&#8217;è una sensazione che rinnovavo sempre nei campi di ulivi della mia infanzia. Parlavo con la grande palma e poi mi recavo tra gli ulivi. Mi colpiva grandemente percepire come qualcosa che esisteva ancora prima che io nascessi; ricordo che a quella terra potevo confidare qualsiasi gioia e qualsiasi dolore, chiedere qualsiasi consiglio e seguirlo ciecamente, mi son sempre recata lì ogni volta che provavo confusione ed essa poneva un velo sotto per non farmi cadere e davanti mi faceva distinguere tutte le emozioni l&#8217;una dall&#8217;altra, come su una linea, nemmeno la più terribile riusciva a comandarmi più - era solo per un attimo, ma quella terra mi dava coscienza del mio potere e di tante altre cose. Il periodo più orrido della mia vita è quando ho perso coscienza di questa che è la più ancestrale delle emozioni e che è anche qualcos&#8217;altro, mi auguro solo che non venga mai più sotterrata, la sensazione di violenza è insostenibile, ho sbagliato a credere che non potesse venire sotterrata da nulla, la convinzione ha amplificato un&#8217;angoscia che porta non raramente alla morte. Mi sono incolpata in modo straziante come se l&#8217;avessi tradita, ma poi si è fatto silenzio, non so cosa mi ha fatto uscire da questo schema e quella terra mi ha richiamata a sé.</p>
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