Così gentile, garbata, sulle nuvole….

Trlerler

Così gentile, garbata, sulle nuvole… Ho prima pensato che fosse un idiota, un po’ presuntuoso, di quei certi intellettuali che appena scoprono la mancanza di vita nella loro vita a dispetto dell’intelletto, vestono i panni di coloro che non sopportano le nuvole, degli amanti delle cose concrete; ma poi ho pensato che fosse solo inopportuno, che non se ne sia accorto per presunzione, e che quella fosse una provocazione per vedere smascherata la rabbia di lei: è riuscito a farla divampare in viso, ma non a scoprirla. Sono ossi duri queste, non hanno mai avuto la forza di risentirsi e reagire per questo motivo.

Cosa voleva vedere? Come è bello essere per metà adulti e poi regredire senza controllo e difese, alla mercé altrui, parlando e gesticolando come i bambini? Una trasformazione che deve essere uno spettacolo, cinque minuti così e cinque minuti colà (chissà che bello doverlo controllare sul posto di lavoro!)… E poi? Sfigurarsi o aggredire per ritornare adulta, garbata, gentile? E le mille altre qualità che abortiscono e rinascono in continuazione, ad una velocità estenuante?
Oppure ritornarci lentamente, adulta, rovinando relazioni con frasi sottili che guidano e controllano l’immagine che gli altri possono farsi e rifarsi di lei? Per non parlare delle azioni che quelle frasi possono innescare…tutto limpido e tranquillo per gli altri, per quelli che non sospettano, quasi banale. E poi, cosa voleva? I racconti passati? Confidenze? Perché quella provocazione gratuita, che diritto invadente! Ed era quello il luogo?
Li vede lui, quelli che non si controllano, che insanguinano, generano mostri, commettono illegalità, come è interessante scoprire i loro labirinti, i passaggi ostruiti e le pareti distrutte, come lo devono far sentire importante, capace e umile, in cerca dei misteri degli altri e del proprio, attaccato alla vita, non cose per filosofi da manuale. Infondo ha iniziato presto, nella sua vita, a vedere certe cose. Non erano un gesto di generosità quelle frasi, non scherziamo…
E a Carolina, ti ricordi cosa ha detto? Era così viscerale ed impotente, si chiacchierava, poi si discuteva, ma non si è comportata in modo razionale lì, nel passato dei suoi racconti, ha giudicato senza capire le persone a cui ha offerto anni della sua vita. Non poteva smettere i suoi panni “professionali” di fronte a quei racconti…o era anche questa una provocazione? No, dev’essere facile per lui vedere dal di fuori che gran parte delle volte non c’è speranza, la consapevolezza non sfigura mai; doloroso comprendere senza superficialità, stare al di sopra delle parti, non nego che ne abbia la classe quando è necessario…ma quale sogno ha bisogno di sognare per colmare il divario tra quelle provocazioni e tutta questa consapevolezza? Perché certe persone meritano questo sogno, altre non chiedono nessun sogno del genere e non è una mancanza. Ma quel sogno, forse un’illuminazione…come lo si può regalare? Non lo stavo forse chiedendo?

Commenta questo Sogno

*

sogni nel sonno

incubi

sogni belli

sogni in veglia

progetti

visioni